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Potenza, 10 agosto 2018


Basta massacrare la sanità lucana.

Pur sapendo che questa mia nota sara' considerata una sorta di " voce fuori dal coro “ rispetto all'incalzante "dagli all'untore" che in questo periodo sta interessando la Sanita’ lucana,mi sono risolto a dire la mia , anche in quanto , vivendo all''interno del comparto ed essendo da anni impegnato nel mondo del Volontariato attivo, ho ritenuto non piu' tollerabile questo disdicevole atteggiamento che pervade la societa' regionale, tutta o quasi, intesa a denigrare con conseguenze dannose, che incentivano solo l'esodo migratorio.

Una premessa per sollecitare i ben pensanti o quanti hanno fruito della sanita' lucana , sia pubblica che privata accreditata, perche' evidenzino pure le storture e le insufficienze, ma sottolineino quelle, pure presenti, ECCELLENZE, quali ad esempio la Reumatologia, la Diabetologia,l'Oculistica, la Traumatologia, l' Ortopedia, la Ginecologia, la Neurologia e la Neurochirurgia, la Cardiologia e la Cardiochirurgia, la Chirurgia Generale , il Pronto Soccorso e la Chirurgia di Urgenza, solo per citarne alcune.

Siamo onesti: questo sistema, cosi’ articolato, con i tanti, troppi ospedali ( se tali possono ancora definirsi) su un territorio vasto, abitato per lo piu' da persone di eta' avanzata e, quindi , con difficolta' a muoversi, oltre che essere essenzialmente affette da malattie croniche e da invecchiamento, corrisponde ancora ai veri bisogni, oppure realisticamente bisognerebbe realizzare quella assistenza che passa sotto l'esemplificazione "Meno Ospedale e Piu' Territorio ".

Questo tentativo, ossia ridisegnare la Sanità rendendola piu' prossima al bisogno del cittadino, in una logica di una piu' efficace Emergenza-Urgenza e, semmai , realizzando alcuni Ospedali di Comunita', è stato fatto. Ma la verità è che si è registrata la sollevazione proprie di quelle realta' dove insistono gli attuali " Ospedaletti ", restii a tali Riforme , in quanto detto comparto e' organizzato non in funzione del Cittadino Utente, ma dell'Operatore Sanitario.

Inoltre, troppo spesso, e' stata fatta prevalere l'assurda logica del cosiddetto " burocratismo " esasperato, quasi sempre frenante e vessatorio; cio' nondimeno , riferendomi essenzialmente alla cura ed assistenza nello specifico della patologia diabetica, di cui mi porto alcune responsabilita' in quanto impegnato sul versante dell'Associazionismo dei Pazienti, come Basilicata, siamo stati i primi in assoluto a rendere gratuito l'uso del microinfusore per i Diabetici Tipo 1 e fra i primi in Italia nell'uso dei sensori per la misurazione in continuo della glicemia ( tanto solo per citare alcuni esempi positivi nell'ambito dell'assistenza e cura delle malattie ).

E non sarebbe disdicevole che questi primati e buone pratiche si evidenziassero anche nella gestione di altre patologie. Evitiamo di continuare a " piangerci addosso " ma sottolineiamo che , sebbene siamo una regione del Sud poco popolosa, con infinite problematiche di varia natura, in tema di Sanita' non siamo all'anno zero, anzi siamo fra le uniche regioni meridionali non in dissesto e, percio' stesso non in fase di rientro.

In conclusione, ma solo per rispetto della verita' e senza " piaggeria " alcuna, il tutto lo si deve sicuramente alla professionalita' della classe medica per quanto attiene le " eccellenze" presenti , ma anche a scelte politiche avvedute operate da quanti hanno avuto e continuano ad avere responsabilita' istituzionalii.

Se qualche appunto va mosso e' da riferirsi alla pratica esasperata che alcuni professionisti della sanita', specie provenienti da fuori regione e operanti nell'ambito del privato ed a volte anche in nero, utilizzano di " privatizzare i profitti e pubblicizzare le perdite" , approfittando della debolezza del cittadino per la sua contingente condizione di fragilita' , semmai anche grazie all'ospitalità di qualche studio medico locale.

IL PRESIDENTE ALAD – FAND
(dr Antonio Papaleo)



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