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Potenza, 14 giugno 2013


Il BioHub curerà il diabete?

Nato a Lamezia Terme, il Prof. Antonello Pileggi si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia dove ha completato un dottorato di ricerca (PhD) e ha cominciato ad interessarsi di trapianti d'organo in modelli preclinici. Nel 1998 comincia un periodo di formazione nell'ambito dell'immunobiologia dei trapianti e partecipa al programma di trapianti cellulari (isole pancreatiche e midollo osseo) presso il Cell Transplant Center del Diabetes Research Isntitute dell’Università di Miami, diretto dal Prof. Camillo Ricordi. Dal 1998 al 2002 si è occupato di ricerca traslazionale sotto la guida del Prof. Luca Inverardi. Dal 2002 al 2009 è entrato a far parte del corpo accademico come Assistant Professor presso la Divisione di Trapianti Cellulari dell'Università di Miami.
Dal 2009 è Professore Associato presso i dipartimenti di Chirurgia, Microbiologia/Immunologia, e Ingegneria Biomedica dell'Università di Miami. Ha partecipato a studi clinici e preclinici nell’ambito dei trapianti cellulari, immunobiologia dei trapianti, diabete autoimmune, cellule staminali, ingegneria genetica, biologia cellulare, bioingegneria. Ha all’attivo un centinaio di pubblicazioni scientifiche e contribuisce in qualità di revisore ed editore all’attività di peer-review di riviste scientifiche, congressi e numerose istituzioni internazionali.

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moderatoreIo credo saremo tantissimi... cerchiamo di essere "ordinati", così riusciamo a far rispondere a tutte le domande... cerchiamo di non accavallarle...
Prof. Antonello PileggiCiao a tutti
moderatoreBuonasera, prof!
eddaBuonasera Professore.
moderatoreSei pronto?
Prof. Antonello PileggiSempre pronto!
moderatoreTutto bene a Miami?
Prof. Antonello PileggiSì, grazie.
silvyProfessore cos'è il BioHub?
Prof. Antonello PileggiIl BioHub si riferisce al convergere di tecnologie su cui stiamo lavorando per ottimizzare il ripristino della funzionalità beta cellulare nei pazienti col diabete.
sabrin citterioMa il BioHub c’entra con le medicine naturali alle erbe?
micioSe non sbaglio si parla di staminali?
Prof. Antonello Pileggi@sabrin se vuoi prendere tisane ed erbe nessuno lo sconsiglia, ma qui si parla di approcci specifici per una terapia cellulare.
moderatoreProf, cerca di essere più specifico, per favore.
Prof. Antonello PileggiStiamo lavorando a una piattaforma bioingegneristica che comprende biomateriali, cellule producenti insulina (per adesso le isole umane da cadavere, ma in futuro derivate da staminali), e modulazione del sistema immune.
micioBiomateriali derivati dall'uomo stesso o altra origine?
zoticoniMa è la stessa di cui parla Ricordi?
moderatoreCerto, il prof. Pileggi lavora con il prof. Ricordi.
Prof. Antonello PileggiSono uno dei ricercatori che lavorano nel Team del Prof. Ricordi a Miami. Attualmente le isole umane vengono generalmente trapiantate nel fegato del paziente mediante una iniezione intravenosa nella vena porta (la vena che convoglia il sangue dagli organi addominali per essere filtrata nel fegato). Noi stiamo cercando di costruire una nuova casa per le isole che ne favorisca l'attecchimento e ne permetta il funzionamento a lungo termine.
eddaIl "mini-organo" in che punto del corpo viene collocato?
moderatoreQuindi i ‘biomateriali’ sarebbero la ‘nuova casa delle isole’?
silvyMa riguarda sia il diabete di tipo 1 che quello di tipo 2?
micioSi può evitare la terapia per il rigetto?
AliModulazione del sistema immune con un ‘mantello dell'invisibilità’ o con immunosoppressori ‘locali’?
zoticoniMa i tempi quali sono?
Prof. Antonello PileggiAttualmente stiamo testando diversi siti d'impianto, l'omento (nell'addome) è molto promettente
zoticoniQuello con le nano?
Prof. Antonello PileggiPerché abbastanza ampio, accessibile mediante chirurgia mini invasiva e capace di ospitare un dispositivo impiantabile. Uno dei prototipi attualmente in fase sperimentale utilizza una sorta di 'spugna’ di materiale biocompatibile su cui le isole vengono collocate prima di essere impiantate
elisabetta1Buona sera prof. e se poi si dovesse espiantare dall'omento non sarebbe difficile (aderenze)?
moderatoreTest su... animali?
Prof. Antonello PileggiAbbiamo fatto degli studi preliminari in un modello preclinico di diabete, e visto che le isole sono in grado di funzionare nell'omento su questo tipo di matrice
micioDi che dimensioni stiamo parlando?
zoticoniE per i bambini?
Prof. Antonello PileggiCredo che inizialmente si utilizzeranno gli stessi criteri di inclusione per il trapianto di isole nei pazienti con il diabete tipo 1, adulti. Ricordiamoci che inizialmente si valuterà il nuovo sito e successivamente gli altri aspetti relativi all'immunoisolamento e immunomodulazione
zoticoniMa quindi ancora i tempi sono lunghi?
moderatoreQuindi la novità importante all'inizio sarebbe ‘il sito’?
Prof. Antonello Pileggi@silvy: attualmente non ci sono trials nel trapianto di isole nel diabete tipo 2, per vari motivi, tra cui la necessità di un numero di isole elevato che è difficile ottenere da donatori umani – sarà però possibile estendere l'applicazione del trapianto in una seconda fase, una volta stabilita efficacia e sicurezza nel tipo 1.
AliIsolamento e modulazione. Sono in studio entrambi gli approcci quindi. Grazie.
Prof. Antonello PileggiSì, stiamo conducendo studi in parallelo con le varie metodiche.
micioPer lunga durata cosa si intende?
silvyNel caso si dovesse guarire dal diabete di conseguenza si guarisce anche dalla sue complicanze, se ci sono?
Prof. Antonello PileggiRicordiamoci che quando si trapianta un organo bisogna confrontare la risposta immune che comprende il rigetto e, nel diabete tipo 1 anche la recrudescenza dell’autoimmunità, quindi è importante combinare strategie, inoltre, al momento del trapianto, si osservano delle risposte immuni prevalentemente di natura infiammatoria che possono attivare una risposta più cospicua che è detrimentale per il successo del trapianto. complementari per ottenere la desiderata sinergia.
debCosa intende per la recrudescenza dell’autoimmunità che in un diabetico la risposta del corpo contro ciò che gli ‘appare’ come estraneo sarà anche maggiore?
zoticoniMa gli anticorpi attaccheranno comunque le nuove cellule?
Prof. Antonello PileggiNel paziente con DM1 le due barriere immunologiche (autoimmunità e rigetto) remano contro; abbiamo visto che in alcuni pazienti che hanno ricevuto trapianto di rene combinato con pancreas.
giusbelloQuindi prof. sarà comunque indispensabile un intervento quanto meno modulatorio sul sistema immunitario...
Prof. Antonello PileggiÈ possibile osservare la perdita delle beta cellule senza che si verifichi il rigetto del rene o del pancreas nonostante il ricorso a potente immunosoppressione. Pertanto è necessario concentrarsi su interventi che limitino l'attivazione dell'infiammazione iniziale, (per non agitare le acque) e favorire circuiti immunoregolatori che possano permettere la funzionalità del trapianto per tempi lunghissimi (speriamo per sempre) possibilmente permettendo di eliminare la necessità dei farmaci antirigetto vita natural durante
silvyQuindi per chi ha il diabete di tipo 2 non cambia nulla?
Prof. Antonello Pileggi@silvy: il trapianto di isole come quello di pancreas ha effetti positivi sulle complicazioni del diabete. sono state dimostrate stabilizzazione ed in alcuni casi remissione parziale
silvyMa non guarigione completa, giusto?
moderatorePer ‘cura’ si intende ‘guarigione completa’.
silvyVoglio dire, dalle complicanze?
moderatoreSilvy, se uno è cieco... non gli ritorna la vista
silvyGià.
elisabetta1Quando il prof. Ricordi parla di 'rieducare il sistema immunitario' che significa in termini farmacologici? Mi sembra una teoria molto interessante.
ninocampanellaMa i tempi? In questa generazione o nella prossima?
silvyMa se il problema sono i nervi, possono tornare a essere sani?
moderatoreSilvy: dipende dal danno. Se i danni sono irreversibili... no
Prof. Antonello PileggiRistabilire la funzionalità beta cellulare mediante trapianto di pancreas ed isole può rallentare/fermare la progressione delle complicanze del diabete. tornare indietro non è stato dimostrato, ma i dati sono relativamente su studi di breve durata.
Prof. Antonello PileggiEsistono nuovi dati molto incoraggianti che dimostrano che è possibile indurre tolleranza specifica per l'organo trapiantato (nello specifico il rene) mediante l'uso di protocolli immunoterapeutici – combinare questi approcci col trapianto di isole potrebbe permettere di ristabilire 'self tolerance' (eliminare autoimmunità) e permettere il funzionamento delle isole trapiantate dopo un trattamento antirigetto limitato nel tempo.
zoticoniMa gli metteranno il bastone tra le ruote se non ci ribelliamo tutti con petizioni pubbliche.
Prof. Antonello PileggiNessuno può fermare i progressi della ricerca verso la cura.
moderatoreEcco, per favore leggere bene. Prof. Antonello Pileggi: Nessuno può fermare i progressi della ricerca verso la cura.
Prof. Antonello PileggiCerto, avere accesso a fondi per la ricerca potrebbe fare bene accelerando il tutto, ma noi non ci arrendiamo. Per questo abbiamo stabilito collaborazioni internazionali dove si lavora in grande sinergia.
moderatoreCi saranno meno finanziamenti del dovuto, ma NIENTE E NESSUNO FERMERA' LA RICERCA!!!
Prof. Antonello PileggiCon gruppi che hanno lo stesso obiettivo e competenze utili. Inoltre, non dimentichiamoci che per ora, questi studi sono stati effettuati con trapianto che richiede terapia immunosoppressiva, che non è come prendere acqua fresca... L’aiuto viene da tutti, governi, industria, fondazioni, individui.
giusbelloScusate ragazzi non perdiamoci in discorsi di politica più o meno complottistica: abbiamo uno scienziato, un ricercatore chiediamogli del suo lavoro.
moderatoreE se lo dice il professore, che è un ricercatore POTETE CREDERCI!!!
barbara1972Io spero veramente nella cura... però mi fanno paura le case farmaceutiche.
moderatoreProf: tempi? fasi?
bottoncinoData la grande diffusione del diabete a livello mondiale, anche se è brutto dirlo e pensarlo, ma una speranza viene proprio da questo, sarà la spinta per indurre a impegnarsi.
Prof. Antonello PileggiCome menzionato, siamo già in fase sperimentale in modelli di diabete nel piccolo e grande animale, collezionando le informazioni su sicurezza ed efficacia necessarie per avere i permessi per procedere alla fase di sperimentazione clinica.
moderatoreLa sperimentazione verrà fatta solo a Miami?
AlceckProfessore quando pensa che inizierà la sperimentazione sugli esseri umani?
Prof. Antonello PileggiLa sperimentazione inizialmente verrà intrapresa a Miami, ma abbiamo altri centri in USA, Europa (incluso Italia!) e Asia con cui fare lavoro di squadra. Abbiamo appena cominciato gli scambi con la Food and Drug Administration, ed il fatto che utilizzeremo trapianti cellulari (isole) con dispositivi impiantabili (biomateriali) crea un labirinto burocratico nuovo che non ha precedenti, quindi dovremo spianarci la strada.
zoticoniProf. ma collaborate con il Gaslini? E se no con quale centro italiano?
Prof. Antonello PileggiAbbiamo collaborazioni con vari centri in Italia – la nostra filosofia è porte aperte a chi vuole contribuire alla cura – astenersi perditempo!
Raffaini LorenzIl BioHub quanto durerà, nel senso che bisogna tenere inserite le cellule produttrici di insulina e ricaricarmi ogni tanto oppure saranno riprodotte automaticamente e la persona che lo utilizzerà diventerà a tutti gli effetti come se non fosse diabetica? Magari solo con un controllo ogni tanto del BioHub ( come fanno per il pace maker)?
giusbelloProf. mi perdoni la domanda semplicistica: ma di cosa è fatto il BioHub, e come riesce a proteggere le isole...
Prof. Antonello Pileggi@raffaini e @giusbello: uno dei prototipi che stiamo muovendo nella fase clinica è una "spugna" in silicone: le isole vengono 'intrappolate' nella spugna e poi impiantate.
giusbelloDimensioni? Una monetina?
Prof. Antonello PileggiIl dispositivo è come una grande moneta e non ha proprietà immunoisolanti.
bottoncinoE il sistema immunitario non distrugge queste nuove cellule impiantate?
giusbelloE allora oltre a fare da culla come protegge le isole?
Prof. Antonello PileggiPer ottenere effetti immunomodulanti stiamo lavorando sull'integrazione con rilascio locale di molecole e l'uso di polimeri in grado di incapsulare le isole per proteggerle dalle cellule immuni.
giusbelloPolimeri che permettono il rilascio di insulina ma contrastano l'attacco del S.I.?
Prof. Antonello Pileggi@giusbello: corretto
AlceckLe cellule possono contare su una buona ossigenazione?
Prof. Antonello Pileggiil vantaggio del silicone è che è permeabile ai gas (ossigeno) ma anche il fatto che non si previene la formazione di nuovi vasi sanguigni permette di migliorare l'arrivo di ossigeno e nutrienti alle isole. la combinazione coi polimeri immunoisolanti su ciascuna isola (un film di pochi nanometri) permetterebbe l'ulteriore protezione. Inoltre abbiamo la possibilità di incorporare nel silicone anche sostanze in grado di generare ossigeno per la fase post-trapianto
AlceckGrazie! Bè è decisamente un'ottima notizia!! :)
Raffaini LorenzGrazie professore siete forti!!!
moderatoreNiente immuno sin dalla prima fase della sperimentazione?
Prof. Antonello PileggiLa prima fase dello studio prevedrebbe il ricorso a terapia immunosoppressiva – vogliamo inizialmente dimostrare che il nuovo sito di impianto è una opzione valida e sicura.
ninocampanellaSono diabetico da 40 anni e ne ho 75. Sono preoccupato per i miei nipotini, speriamo che possano usufruirne.
Prof. Antonello PileggiNel frattempo stiamo lavorando al trapianto con induzione di tolleranza, e il sito d'impianto potrebbe essere il BioHub. La durata della funzionalità del trapianto è difficile da prevedere. Noi speriamo di riuscire a ottimizzare i protocolli nei modelli sperimentali in modo da permettere alle isole di funzionare indefinitamente... vedremo come saranno i risultati clinici e modificheremo in base ai risultati, se necessario.
Prof. Antonello PileggiGrazie per l'incoraggiamento ;-) credo comunque nel giro di 12-18 mesi potremmo cominciare ad affacciarci alla fase clinica, ma non garantisco.
giusbello12- 18 mesi è già domani... considerate le doppie difficoltà di cui accennava vuol dire che la fase di ricerca è molto avanti...
silvyProfessore, il suo lavoro è davvero prezioso, è una speranza per tutti noi.
Prof. Antonello PileggiGrazie.
Raffaini LorenzQuesto vuol dire che x mia figlia diabetica da due anni, vi è più che la concreta possibilità che le cose cambino a breve anni! E forse non arriverà mai a complicanze del diabete. A luglio nascerà il mio 4° figlio, conserveremo il cordone per le staminali.
Prof. Antonello PileggiLe staminali da cordone potrebbero essere utili sia nella modulazione dell’immunità che verso la generazione di cellule secernenti insulina... in futuro
bottoncinoQuanto durerebbe questa prima fase?
Prof. Antonello PileggiSe la FDA non ci da filo da torcere o se non troviamo ostacoli non anticipati lungo la via
gerlandoquante isole sarebbero necessarie per un trapianto? sarebbe sufficiente un donatore? è auspicabile il ricorso alle staminali?
moderatorecome è importante dare dei tempi relativamente certi: ci sono persone con complicanze gravi che ritardano il trapianto per "sperare" in una cura meno invasiva: cosa consiglieresti, in questi casi?
bottoncinoma le isole possono essere donata? x esempio tra genitori e figli?
ninocampanellaCuore di mamma
Prof. Antonello PileggiIl trapianto di isole attualmente viene effettuato da isole ottenute da pancreas di donatori cadaveri (come fegato, cuore, reni ecc.). è possibile ottenere una porzione di pancreas da trapiantare, ma i rischi rimangono elevati, particolarmente considerando che l'immunosoppressione non è adeguata a prevenire il ritorno di autoimmunità in alcuni pazienti… e poi ci sono anche rischi per il donatore vivente. Esistono nuovi studi che sembrano indicare che una massa beta cellulare residua può essere riscontrata in pazienti con diabete da lungo tempo. la speranza di potere modulare l’immunità per recuperare (anche in parte) la funzionalità di queste beta cellule apre nuovi spiragli.
gerlandoVolevo solo comprendere se esiste anche un problema per l'approvvigionamento delle isole; è sufficiente il pancreas di un donatore cadavere o, comunque, il futuro è costituito dalle staminali?
Prof. Antonello PileggiLe cellule mesenchimali da cordone, midollo, tessuto adiposo, ecc. sembrano avere proprietà immunomodulanti indipendentemente dall'origine (donatore parente o no). L'approvvigionamento è una grossa limitazione. Per il momento quelle da cadavere sono la prima scelta (pratica), appena il trattamento pro-tollerogenico sarà ottimizzato, si potrà cominciare a considerare la donazione da donatore vivente in maniera più concreta.
niclaQuindi prof io che ho un diabete alle spalle da 25 anni, e ho conservato il sangue del cordone ombelicale di mio figlio posso sperare in un futuro diverso?
Prof. Antonello PileggiNel frattempo ci sono dati promettenti con lo sviluppo di maiali modificati geneticamente che permettono di sperare di ridurre le barriere immunologiche per trapianto xenogeneico nell'uomo e allo stesso tempo, le cellule staminali potrebbero rappresentare la fonte inesauribile del futuro, una volta provato che siano efficaci come le isole mature e non pericolose a causa della multi potenzialità (tumori).
zoticoniQuindi quanto dobbiamo aspettare e dove?
Prof. Antonello PileggiCi sono vari protocolli in fase sperimentale già in corso. Ma i criteri di selezione sono molto rigidi per le ovvie ragioni di sicurezza.
niclaIo sinceramente l’ho conservato perché visto quello che è successo a me, ho pensato che se potevo in qualche modo tutelare mio figlio era giusto farlo. Ho pagato 2500 euro all’inizio e poi 50 all’anno per vent’anni.
Prof. Antonello PileggiSono convinto che le cellule mesenchimali abbiano proprietà riparative/immunomodulanti, ma gli studi devono essere fatti in centri adeguatamente preparati a condurre le ricerche; l'applicazione delle cellule deve essere basata su un razionale solido.
moderatoreCi sono persone con complicanze gravi che ritardano il trapianto per ‘sperare’ in una cura meno invasiva: cosa consiglieresti, in questi casi? Di aspettare?
Prof. Antonello PileggiLa selezione per il trapianto di isole è molto rigida e credo che gli stessi criteri verranno applicati nel caso del BioHub
moderatoreQuindi... meglio non aspettare?
Prof. Antonello PileggiAspettare una terapia migliore e meno invasiva se ci sono condizioni serie da consigliare l'indicazione al trapianto potrebbe essere un rischio... specialmente se la progressione delle condizioni non desse tregua. Col trapianto si potrebbero ottenere giovamenti anche a medio-lungo termine.
moderatoreGrazie! È un problema questo delle persone ‘convinte’ che la cura sia prossima… perdendo l’opportunità di cure già disponibili.
niclaProf. nello specifico i criteri quali sono?
bottoncinoQuindi anche se si giungesse presto a un trapianto efficace prima che questo possa diventare prassi per tutti passerebbero ancora anni?
giusbelloProf. se e quando il BioHub entrerà nella pratica clinica, sostituirà o affiancherà l'infusione con metodo tradizionale?
Prof. Antonello PileggiInizialmente affiancherà metodi tradizionali e progressivamente protocolli più complessi verranno implementati. Se efficace, si potrà estendere l'indicazione a tutte le condizioni di diabete insulinodipendente.
zoticoniFateci sapere magari a chi donare per mantenere accesa la speranza.
AlceckTornando al BioHub avete sperimentato ‘piattaforme’ più naturali come ad esempio una ‘venous sac’? E soprattutto hanno dato buoni risultati?
Prof. Antonello PileggiSiti alternativi, come il letto vascolare sono in fase di sperimentazione nel modello animale. Gli studi nei roditori sono stati molto promettenti e vanno confermati nel modello preclinico.
moderatoreRitieni il BioHub una delle vie più promettenti per guarire il diabete?
niclaLeggere queste parole riempie il cuore di gioia infinita. Grazie.
Prof. Antonello PileggiGrazie, noi facciamo del nostro meglio ;-)
Prof. Antonello PileggiIl BioHub (convergenza delle varie tecnologie) potrebbe permetterci di raggiungere una terapia cellulare definitiva per curare il diabete... noi ci stiamo provando!
AlceckE noi ci stiamo sperando! ;)
Nica70La speranza è l'ultima a morire – sono diabetica da quando ho 13 anni ne ho 42 – grazie alla ricerca sono certa che riusciremo a vincere TUTTI, nessuno escluso :-)
Prof. Antonello PileggiScusatemi, ma è arrivato il momento di salutare, sono in ritardo per un altro impegno, ma mi spiace lasciare questo gruppo molto vivace e informato.
eddaGrazie Prof. Pileggi... a lei, al Prof. Ricordi e a tutta l'équipe che sta lavorando per noi... serena notte a tutti!
zoticoniGrazie di tutto.
moderatoreGrazie prof! Sempre disponibilissimo e preciso!
Raffaini LorenzBuonasera e grazie.
moderatoreBuon lavoro! Noi contiamo su di voi!
Nica70Alla prossima Prof. GRAZIE.
niclaGrazie prof! Per il lavoro che fate per tutti noi... Per l’impegno e la passione che ci mettete. Ci fate sentire meno abbandonati.
moderatoreGrazie ancora!
Prof. Antonello PileggiUn abbraccio a tutti e grazie per la bella discussione. Non si riesce ad essere esaustivi con questo formato, ma è un ottimo veicolo per scambiare informazioni.
moderatoreGrazie!!!

Fonte Portale Diabete


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